Intervista al candidato Presidente Vincenzo Parrinello

Vincenzo Parrinello ha accettato l’invito di “Insieme per l’Atletica” per guidare il gruppo alle prossime elezioni federali. Che candidato sarà?

Con profonda riconoscenza e personale soddisfazione ho preso atto che il Movimento ‘Insieme per l’Atletica’ ha individuato e designato, nella mia persona, il proprio candidato a Presidente della Fidal per il prossimo quadriennioRingrazio di cuore gli Amici che mi hanno dato fiducia e, contemporaneamente, la responsabilità di rappresentarli. Ed è proprio questa ‘fiducia’ che mi onora, mi responsabilizza e, soprattutto, mi impegna ad andare avanti, senza se e senza ma. Con spirito di servizio, quindi, mi metto a disposizione loro e di quanti altri vorranno unirsi a noi per il bene dell’atletica italiana tutta. Mi impegnerò ad essere la guida di un gruppo di persone che vuole lavorare insieme per il bene dell’Atletica Italiana, un’atletica senza contrapposizioni, eventualmente con visioni diverse! Solo con il lavoro di gruppo e con grande spirito di sacrificio e collaborazione, potremo guidare al meglio la nostra federazione. Ritengo poi personalmente che trasparenza, rispetto delle regole, collegialità e meritocrazia siano i valori a cui debba necessariamente ispirarsi la nuova governance federale!”

Ha di recente dichiarato di accogliere senza problemi qualsiasi  decisione relativa ai tempi della scadenza elettorale. Lo conferma? 

“Il gruppo di Insieme per l’Atletica sta riscuotendo sempre più consensi e vediamo intorno a noi un entusiasmo che deriva dalla conoscenza delle nostre persone e delle nostre idee. Siamo un gruppo solido, con centinaia di società che hanno aderito e stanno aderendo al movimento. Per questo motivo siamo pronti in qualsiasi momento alla sfida elettorale. Attenderemo con serenità le decisioni delle Istituzioni e del Consiglio Federale sulla data in cui dovremo presentarci davanti alle società affiliate ed ottenere, ce lo auguriamo, il consenso per dare un’ulteriore spinta alla nostra atletica, dopo questo periodo doloroso e di disagio che le nostre società hanno dovuto affrontare in seguito all’emergenza Covid-19”

Siamo tornati, dopo il periodo di Lockdown, alle competizioni in pista. Dai primi risultati emerge una Atletica in forte evoluzione, con numerosi giovani che stanno ottenendo risultati di rilievo.

Sono molto soddisfatto di quanto i nostri atleti hanno fatto e stanno facendo in questo periodo. Abbiamo assistito, a Savona, ad un Meeting straordinario, che ha regalato numerosi risultati di significativo rilievo. Comunque la sensazione è che i nostri atleti stiano raggiungendo livelli che da anni mancavano all’atletica azzurra.

Vorrei ricordare quanto ha scritto Enrico Sisti pochi giorni fa su Repubblica e che mi ha fatto particolarmente piacere leggere:

L’atletica si fa in quattro per stare al passo. L’atletica è dinamismo. Per sua natura essa accoglie novità ma sempre nel rispetto delle sue tradizioni. Cambiano i format, specie nel mezzofondo…Grande e consapevole, dunque, l’entusiasmo che muove l’animo dei dirigenti dell’atletica italiana (la prima a muoversi con il plauso dei primi piani della World Athletics) e mondiale, legittimamente preoccupati di rispettare le norme sul distanziamento tanto in gara quanto durante gli allenamenti (almeno per i prossimi tre mesi). L’atletica si trova costretta a fare i salti mortali. Ma lo fa con passione. Si avvita sull’asticella dei propri regolamenti per evitare, sino a data da destinarsi, ogni possibile contatto, anche minimo, tra gli atleti…Mentre altre federazioni, meno facoltose, debbono al contrario fare di necessità virtù, garantendo il futuro (l’immediato futuro) ai propri affiliati. In questo l’atletica è pura cultura di frontiera. Sperimenta. Guarda al di là. Cerca di fondare nuove città (ideali) e stabilire nuovi codici (dello spettacolo sportivo). E’ curiosa, volitiva, sbilanciata verso il domani almeno quanto può esserlo un centometrista sui blocchi di partenza, per il quale conta soltanto la gara che sta per iniziare e il rettilineo che ha davanti.

La Pandemia ha messo in grande difficoltà le società, come pensa si debba intervenire per dare un aiuto concreto ?

Come ho avuto modo di dire già nel consiglio Federale del 27 marzo, è necessario che la Federazione intervenga a favore delle società. Ma attenzione, bisogna avere chiari alcuni principi da cui muovere, innanzitutto è assolutamente doveroso assegnare le risorse di cui già si dispone. Malgrado significative perdite a causa della pandemia le Federazione ha effettuato risparmi e tagli sui compensi racimolando una certa somma, questa somma è stata messa a disposizione delle società secondo criteri chiari e meritocratici. 

La Federazione comunque cercherà di intercettare altre risorse, sia nel proprio ambito che grazie all’intervento di altre Istituzioni, come Sport e Salute, e le metterà a disposizione delle società sempre nel modo più trasparente. Non penso, inoltre, che si debbano fare interventi a pioggia mettendo tutti sullo stesso livello. Ritengo che sarebbe ingiustointervenire allo stesso modo nei confronti di una società che vanta un’anzianità trentennale, che partecipa a tutti i campionati e che ha centinaia di tesserati rispetto ad una società che, magari, si è affiliata due mesi fa e ha solo dieci tesserati. E’ disdicevole fare proclami demagogici solo per arringare le folle e per riscuotere un plauso tanto scontato quanto immeritato. Ma oltre ai contributi economici, ritengo che le società abbiano la necessità di poter contare su un aiuto per potersi districare tra tante disposizioni e poter anche usufruire dei contributi che le istituzioni hanno già messo e che, ci auguriamo, metteranno loro a disposizione. In questa direzione va lo sportello che è stato istituito per le società su mia proposta, nel corso dell’ultimo Consiglio Federale, e su i cui servizi le società possono già contare.

In periodo COVID-19, hanno spopolato le tecnologie, le piattaforme per i forum e per la formazione a distanza. Cosa ne pensa? Possono essere strumenti utilizzabili nel futuro prossimo della Federazione?

Devo ammettere che il lockdown ha cambiato il modo di vedere lo sport e la gestione dello stesso. Grazie ad un prezioso lavoro del settore tecnico la Federazione è riuscita ad organizzare una importante attività per far fronte all’emergenza, più di 120 filmati realizzati dai nostri atleti che hanno raggiunto più di 2.000.000 di visualizzazioni, 63 webinar realizzati direttamente dal settore tecnico e 50 organizzati sul territorio, a cui hanno preso parte più di 10.000 tecnici! Ai nostri webinar hanno preso parte tra l’altro molti studenti universitari, i tecnici del settore fondo della Fisi, i tecnici della federazione rugby e tanti tecnici di altre federazioni. Abbiamo poi avuto tutti l’opportunità di utilizzare il sistema di videoconferenza per incontrarci, per discutere, per confrontarci. Penso che siamo riusciti a cogliere da una criticità, una importante opportunità, siamo stati costretti a far di necessità virtù, ma penso che abbiamo imparato un modo nuovo, più dinamico, meno dispendioso per dialogare, per crescere e per evolverci. Un modo di cui dovremo fare tesoro in futuro, per risparmiare risorse ed essere comunque particolarmente attivi. Sicuramente sapremo farne tutti un buon uso nella gestione futura.

Quando avremo la possibilità di vedere il Vostro programma?

Per il programma, stiamo operando con sei gruppi di lavoro che hanno prodotto una bozza  che è “work in progress” in quanto lo modelleremo nella stesura finale attraverso i suggerimenti che ci arriveranno negli incontri programmati sul territorio.

Riteniamo importante non solo le cose da fare, ma la “filosofia” da adottare: con trasparenza, collegialità, comunicazione, efficienza, stretta collaborazione tra Organi “centrali” e “territoriali” e meritocrazia, valori a cui la federazione dovrà ispirarsi in futuro. Su queste basi e senza ordine di graduatoria, il mio gruppo ed io stesso, se eletto, opereremo per: dare pari dignità alle attività di base e di vertice; dare maggiori risorse alle Società che sono gli assi portanti del movimento; ulteriore e particolare attenzione sarà dedicata al settore tecnico operando su tre livelli, vertice, giovanile ed assoluto; le manifestazioni saranno ripensate con un nuovo “format” che ne calibri durata e godibilità, sostenendo la ripresa di circuiti di meeting a tutti i livelli, con un rilancio dei campionati individuali; la comunicazione federale dovrà puntare a potenziare la cultura dell’atletica, il senso dell’appartenenza, conciliare i valori della partecipazione e del merito; la formazione, tecnica e dirigenziale, sarà a portata di “click” e punterà al digitale, fornirà materiale e strumenti al passo con i tempi; sarà sviluppata la “3ª Missione” federale, quella votata al sociale ed all’assistenza alle società, atleti, tecnici, dirigenti, anche con uno “sportello” dedicato; nel “circuito” saranno coinvolte anche le famiglie, in particolare per le categorie giovanili; ….e altro ancora.